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 LEZIONE 1: LA FONETICA LATINA

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MessaggioOggetto: LEZIONE 1: LA FONETICA LATINA   Mar Nov 25, 2008 3:24 pm

Inizialmente ci occuperemo dello studio dei segni che compongono l’alfabeto latino e con la pronuncia di questa lingua.

ACQUISIZIONE DELLE COMPETENZE:


- L’alfabeto latino e la pronuncia della lingua latina
- La divisione in sillabe delle parole e la quantità delle sillabe
- L’accento latino e le sue regole


L'ALFABETO


L’alfabeto latino possiede 24 segni, tre in più di quello italiano: k,x,y.
Per il resto, equivale appunto a quello italiano.

Nelle antiche iscrizioni e in alcuni vecchi testi si usa V maiuscola per scrivere indifferentemente U (vocale) e V (consonante); per entrambe le minuscole, invece, è usata u:

DIVVUS (pronuncia divus = divino)
Uinum (pronuncia vinum = vino)

In latino hanno l’iniziale maiuscola non solo i nomi propri, ma anche tutte le parole (nomi, aggettivi, avverbi) derivate da essi, esclusi i verbi:

Graecia (pron. Grecia = la Grecia)
Graecus (pron. Grecus = greco)
Graece (pron. Grece = in lingua greca)


LA PRONUNCIA DEL LATINO


Di seguito verranno date alcune indicazioni sulla pronuncia del latino comunemente studiato a scuola.
Esiste un latino classico, letterario, tramandatoci dalle opere degli autori vissuti nel primo secolo a.C. Si distingue dal latino volgare, quello parlato dal popolo e da cui derivano le lingue neolatine (italiano, francese, etc.)


LE VOCALI


Le vocali in latino sono sei:

a, e, i, o, u, y


Si pronunciano come in italiano. Il suono di y (usata soltanto in parole di origine greca) è lo stesso della i.

Lyra (pron. Lira = lira)
Gypsum (pron. Gipsum = gesso)

I ha anche valore di consonante (è rappresentata con il segno j):

-) all’inizio di parola, quando è seguita da vocale
ianua (pron. ianua=porta)
jocus (pron. iocus = scherzo, gioco)

-) all’interno di una parola quando si trova tra vocali
Ajax (pron. Aiax = Aiace)
maior (pron. maior = maggiore)



I DITTONGHI


Dittongo = parola di origine greca che significa suono doppio.

In latino, i dittonghi, cioè gruppi di due vocali all’interno della stessa sillaba, sono:

-) più comuni au, eu, ae, oe;
-) più rari sono ei, ui, yi (non seguiti da vocale, altrimenti i ha valore di consonante)

Sillaba = parola di origine greca che indica un suono o un insieme di suoni prodotti con una sola emissione di fiato.

I dittonghi ae ed oe si pronunciano e.

Aemilius (pron. Emilius = Emilio)
Coena (pron. cèna = cena)

Gli altri dittonghi si leggono come sono scritti.

Audeo (pron. àudeo = oso)
Cui (pron. cùi = a cui)
Europa (pron. Europa = Europa)

Iato: parola di origine latina che significa separazione.

A volte i gruppi ae ed oe non formano dittongo, ma iàto: non appartengono cioè alla stessa sillaba, ma a due sillabe distinte, e si pronunciano come sono scritti.

Lo iato è generalmente segnalato nella scrittura con la dièresi (due puntini sovrapposti alla seconda vocale) oppure indicando la lunghezza della seconda vocale.

Dan ( si pronuncia Dànae NON Dàne)
rem ( si pronuncia àerem NON èrem = aria)
pta ( si pronuncia poèta NON pèta = poeta)



LE CONSONANTI


Le consonanti in genere si pronunciano come le corrispondenti italiane, con alcune differenze.

-) h indica una leggera aspirazione
Honor (pron. ònor = onore)
Nihil (pron. Nìil = nulla)

-) I gruppi ph e pph si pronunciano f e ff.

Philippus (pron. Filìppus = Filippo)
Sappho (pron. Sàffo = Saffo)

-) gl ha sempre suono duro, come nella parola italiana negligente.
Gleba (pron. gh-leba = zolla)
Glis (pron. gh-lis = ghiro)

-) il gruppo ti seguito da vocale si pronuncia:

1) zi, qualora non sia accentato
natio (pron. nàzio = nazione)
petii (pron. pèzii = chiesi)

2) ti, nei seguenti casi:
a) se fosse accentato
totius (pron. totìus = di tutto)

b) se fosse preceduto da un’altra t, da s o da xvestio (pron. vèstio = vesto)
Cottius (pron. Còttius = Cozio)

c) in alcune parole di origine straniera
tiara (pron. tiàra = copricapo orientale)



LA DIVISIONE IN SILLABE


Il numero delle sillabe in una parola latina è dato dal numero delle sue vocali o dei suoi dittonghi.

Le parole latine si dividono in sillabe per lo più come in italiano:

con-su-lo; Ro-ma-ni;

Esistono però alcune differenze:

-) il latino, rispetto all’italiano, ha meno dittonghi. In italiano ad esempio la parola Sicilia ha tre sillabe (Si-ci-lia); in latino ne ha invece quattro (Si-ci-li-a) perché ia non costituisce dittongo, come abbiamo visto poco fa.

-) contrariamente a quanto avviene in italiano, le parole composte si dividono secondo le parti componenti. Ad esempio, la divisione in sillabe di àbavus = antenato, parola composta dalla preposizione ab e dal sostantivo avus, è ab-a-vus e non a-ba-vus.

-) il gruppo qu costituisce sempre un’unica sillaba con la vocale seguente: antiquus (an-tì-quus = antico)



QUANTITA’ DELLE SILLABE


La durata della pronuncia di una sillaba si dice quantità.
In italiano tutte le sillabe sono pronunciate con la stessa durata, cioè hanno la stessa quantità.
Il latino invece ha sillabe lunghe e sillabe brevi: le prime si pronunciano in un tempo doppio delle seconde. Questa differenza di quantità, inoltre, è fondamentale per determinare l’accento delle parole, come tra poco vedremo.

Quindi, qualora occorra segnalare la quantità si porrà sopra la vocale il segno ˉ per indicare una sillaba lunga, il segno ˘ per indicare una sillaba breve.

saber = salubre
ămīcus = amico



LE REGOLE DELL’ACCENTO


-) Nelle parole bisillabe, aventi cioè due sillabe, l’accento cade sempre sulla prima sillaba.

Canis (pronuncia cà-nis = cane)

-) Nelle parole di tre o più sillabe vige la cosiddetta legge della penultima.

L’accento, cioè,
a) cade sulla penultima sillaba, se la penultima è lunga;
b) cade sulla terzultima sillaba, se la penultima è breve;
c) non può comunque mai cadere prima della terzultima sillaba.

Monēre (pron. mo-né-re = ammonire)
Legĕre (pron. lè-ge-re = leggere)
Adhibĕo (pron. ad-hì-be-o = adopero)
Ianicŭlum (pron. ia-nì-cu-lum = Granicolo)



PARTICELLE ENCLITICHE


Quando ad una parola si aggiunge una delle particelle enclitiche* come –que (= e), -ve (= o), -ce (= qui o là), -met (= proprio), l’accento è attratto sulla sillaba finale della parola, anche se essa è breve.

Egŏmet (pron. e-gò-met = proprio io)
Armăque (pron. ar-mà-que = e le armi)

Nonostante ciò è bene ricordare che qualora la particella –que perda il proprio primitivo significato e la sua unione con un vocabolo abbia formato una nuova parola composta, essa seguirà le generali regole dell’accento.

Ităque (pertanto)
Undĭque (da ogni parte)

Perché si tratta di nuove parole composte
NB. Ităque, perché –que ha mantenuto il suo valore di congiunzione e.

* Si chiama enclitica una particella priva di accento, che si appoggia nella scrittura e nella pronuncia alla parola precedente.

Il dizionario indica rigorosamente la quantità della penultima sillaba di ciascuna parola. Vi sono, comunque, alcune indicazioni che possono aiutare a stabilire la quantità di una sillaba.

1) i dittonghi sono lunghi
palāēstra ( = palestra)

2) Una vocale seguita da un’altra vocale con cui non costituisce dittongo è generalmente breve
Habĕo ( = ho)

3) Una vocale seguita da due consonanti o da x e z è normalmente lunga
Incēnsum (= incenso); adfīxus ( = attaccato).




A BREVE SEGUIRA’ UN COMPENDIETTO PRATICO DI ANALISI LOGICA, SOMMINISTRATO E CADENZATO IN BASE ALLE NECESSITA' DEGLI ARGOMENTI AFFRONTATI E INDISPENSABILE PER AFFRONTARE PROGRESSIVAMENTE I MODULI PROPOSTI DI LINGUA LATINA.


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